La Scelta Del Cabinato

" Tra vent'anni non sarete delusi dalle cose che avete fatto, ma da quelle che non avete fatto.

Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele.

Esplorate... Sognate... Scoprite! "

(M.Twain)

Aprimi

Solo la nautica completa il nostro rapporto con il mare

 
La Scelta Del Cabinato

 

Ho scritto questo in preda ad un impeto di scrittura (non avevo nulla da fare) in un afoso pomeriggio estivo quindi perdonate errori, virgole e punteggiatura, non sono solito scrivere e tanto meno bravo nei racconti.

Quando mi sono trovato ad acquistare l’imbarcazione per le mie crociere ho visitato molti cabinati intorno agli otto metri, sia nuovi che usati.

Subito ho scartato l’idea del nuovo per due motivi:

1) provenivo da un imbarcazione acquistata nuova e sono rimasto molto deluso per svariati motivi.

2) non avevo la disponibilità finanziaria per raggiungere una barca da permettermi una comoda crociera.

Reputo “comode” imbarcazioni da crociera quelle che presentano doppia cuccetta a prua, doppia cuccetta a poppa, blocco cucina, bagno.

Ci sono moltissimi modelli che presentano le caratteristiche qui sopra ma quando si analizza nel dettaglio ciò che serve, la scelta si riduce drasticamente.

In queste misure la cuccetta di poppa spesso è molto sacrificata tanto da avere difficoltà ad entrare, altri modelli presentano scarsa aerazione con tante altre cosette che diventano fastidiose da usare... tanto da non usarle proprio.

La cuccetta di prua spesso è “corta” quindi costringe a riposare rannicchiati ( la seconda notte si sogna il letto di casa), ha un tavolo dinette scomodo e faticoso da trasformare per la notte con conseguente arrabbiatura al mattino per il ripristino.

Il blocco cucina spesso è un eufemismo, sulla carta è bellissimo... si può fare anche un caffè a patto di trovare il posto per riporre polvere e zucchero!

Mi ricordo che vidi, al nautico, un cabinato molto pubblicizzato di 9mt che, in quadrato, se aprivo il tavolo per mangiare non potevo più aprire il frigo!!!

La pronta risposta del venditore fu: ma lei prima tira fuori il cibo e le bevande, poi mangia…!!!

Inoltre se vogliamo veramente mangiare, anche un pomodoro o una pasta italiana, risulta necessario un piano di appoggio, anche se minimo.

Il bagno o locale toilette spesso ha un altezza ridotta che costringe a stare piegati, nulla di più scomodo! Quando va bene riusciamo anche ad espletare le nostre pratiche d’ufficio senza rimanere incastrati. Altri bagni (i peggiori) non presentano lo scarico acqua a terra quindi non possiamo fare una doccia di emergenza o pulire adeguatamente, questo è molto limitativo.

Su queste misure la doccia si fa sempre fuori ma quando il tempo non è il massimo, fare una doccia calda dentro è magnifico....

Moltissime imbarcazioni presentano un WC “marino” che significa scaricare direttamente a mare. Nei casi in cui è possibile farlo non pensate che il cantiere si sia preoccupato di come installarlo, nella maggior parte dei casi troverete la presa di scarico a qualche millimetro dalla presa di carico cosi facendo andrete a pulire con acqua contaminata dallo scarico... non è il massimo.

Fin qui ho descritto sinteticamente "l’abitare” in barca cosa che in crociera è molto importante visto che si vive in un metro quadro ed è facile innervosirsi per un niente.

Oltre "all’abitare” la barca deve avere caratteristiche principali per la quale è stata costruita.

 

La Navigazione

Qui la scelta diventa molto soggettiva, planante, dislocante o semidislocante che sia....... preferisco solo planante!

Personalmente la preferisco per  velocità di trasferimento e divertimento nella guida ma anche qui vi sono differenze sostanziali tra vari cantieri e modelli.

Per trovare quella adatta alle proprie esigenze bisogna provare, provare, provare ed aiutatemi a scrivere provare.

Vi sono carene che ad ogni onda si piantano dentro alzando montagne d’acqua (reputo le peggiori) altre barche (comunemente dette bagnate) ti spruzzano sempre in faccia altre ancora sbattono ad ogni onda creando il dubbio se resisterà al prossimo colpo.

Partendo dal presupposto che una carena planante in velocità prenderà sempre colpi bisogna quantificarne l’entità. Alcuni sono soddisfatti della propria carena che “sbatte” ma permette di navigare veloci, con relativi bassi consumi.... ma solo con mare piatto. Se date quella carena ad un convinto gommonauta vi dirà che fa schifo!!!

La carena perfetta non esiste.

Esistono pero carene che pur planando entrano nell’onda “morbidamente” e possono mantenere velocità degne con i mari che abitualmente incontriamo nei mesi estivi.

Reputo questa carena la migliore per la crociera.

Se le onde sono maggiori vuol dire che abbiamo sbagliato a mollare gli ormeggi........ la colpa non è della carena!

Fermo il discorso carena altrimenti cado inevitabilmente nelle braccia di Morfeo in quanto la questione si fa molto lungaaaaa.

 

Propulsione: Motori ed Eliche

Esistono imbarcazioni motorizzate per tutti i gusti quindi ognuno sceglie la più adatta alle proprie esigenze.

Gia… ma quale è la motorizzazione più adatta? e sopratutto quali sono le mie esigenze?

Qui conviene parlare della Torre di Babele, si capisce meglio ed è maggiormente organizzata.

Se parliamo di fuoribordo, il cantiere ti vende la barca, poi, vedi tu che motore vuoi montare, basta che la potenza sia quella adatta…( ? ) Vuoi un 200 Yamaha? si ordina e si monta. Vuoi un 225 Honda? si ordina e si monta. Vuoi un 250 Mercury? pronto in magazzino si può montare subito ed è ad un ottimo prezzo.

Si ma quale motore è piu adatto a questa barca?

Sicuramente il 250cv pronto in magazzino, vai più forte, consumi meno (?) e risparmi sull'acquisto.

Mi viene da pensare che i motori di pari potenza siano tutti uguali, indifferenti l’un l’altro.

Se dico questo ai produttori di motori mi danno del pazzo.

Ogni motore, di produttori diversi, ha le sue caratteristiche intrinseche che differiscono dall’altro concorrente. La potenza sviluppata è solo una delle caratteristiche di quel prodotto. Forse il dato più importante, insieme alla potenza è la coppia massima erogata oltre al fondamentale regime di coppia max e come viene erogata. Poi viene il peso, il rapporto di riduzione e tante altre finezze odierne.

Provate ad immaginare di ribaltare la situazione nautica all’automobile.

BMW vi vende il veicolo e vi chiede: che motore montiamo? Un Fiat? Un Mercedes? Un Lamborghini? Tanto sono tutti da 400cv…......

Mi sembra un pochino più serio dire che questa barca a 25nodi con questi pesi e 100kg di motore necessita di 100cv quindi sceglierò il motore che a 100cv erogati si trova nel regime di coppia massima (se è quella velocità che cerco). Oppure se la velocità che mi interessa è quella di punta cercherò la maggior potenza possibile con il minor peso a poppa ed il rapporto di riduzione più consono per montare un elica più lunga possibile.

Vedo in vendita modelli da sette metri dove il cantiere dichiara potenze installabili da 150cv a 250cv… come si può dare fiducia ad un siffatto cantiere?

Che barca a realizzato? La barca universale?

Allora vuol dire che posso montare anche un 40cv e risparmio sulla patente!!!

Oppure si trovano scafi che possono montare indifferentemente uno o due motori.

O il progetto è talmente buono che soddisfa ambedue le situazioni oppure… le due barche uguali ma con motorizzazione diversa sono due barche diverse (sicuramente).

Qualcosa mi sfugge...

La situazione migliora nel entrofuoribordo ed entrobordo ma rimane sempre il caos. Nell’EFB come nell’EB le potenze sono gia calcolate per ottenere comportamenti migliori ma spesso questa è pura teoria

.La dimostrazione sono le migliaia di barche vendute “sottomotorizzate” che vanno appena bene quando nuove durante la prova e poi come vengono caricate di tutti quegli orpelli che riteniamo utili ma dimenticati nei gavoni, il pieno di carburante, il pieno di acqua, la cambusa, il tender con il suo motorino, quattro persone, due pacchetti di sigarette ed una birra, la carena appena sporca e le eliche pure, faticano a raggiungere la velocità di crociera se non vi è mare piatto.

Se il mare si alza un po’?

Butto a mare gli ospiti?

No… preferisco buttare colei la quale piacevano tanto le tendine della dinette...

Visitando l’usato potrete trovare modelli uguali, motorizzate idem ma con eliche completamente diverse. Forse è stata un precisa richiesta dell’armatore, magari per ottenere maggior spinta con minor velocità, o viceversa, ma spesso i primi modelli prodotti montano un tipo di eliche e “casualmente” negli anni successivi vengono sostituite con diversi modelli. Emblematico lo stesso esempio sopra ma effettuato sui motori.

Con cognizione di causa posso dire che non ci ho capito nulla!!!

Una cosa che ho capito, molto bene, è che i motori EFB costano molto più dei motori EB, riguardo la manutenzione soprattutto per la presenza del piede.

Oltre la manutenzione ordinaria dei tagliandi un EB può avere bisogno del termostato acqua e della pompa acqua di carico.

Non mi sovviene in mente altro salvo eventi straordinari.

Nell’EFB le cose si complicano, la pompa acqua di carico è soggetta a rovinarsi con molta facilità in quanto aspira acqua di mare non filtrata, quindi si consiglia la sostituzione annuale (il produttore consiglia ogni 3 anni) per prevenzione visto il costo esiguo del pezzo (qualche euro, ma non della manodopera). Oltre a ciò la pompa di ricircolo acqua motore sicuramente avrà i cuscinetti che trafilano e la girante da sostituire e si cambia in toto, il termostato per prevenzione, il piede sarà con paraoli rovinati da qualche lenza se non è entrata acqua nel cambio, i pistoni dei trim sempre con i paraoli da sostituire causa i denti di cane inevitabili, se non da revisionare, oltre alle cuffie di protezione che raccordano il motore al piede (delicatissime ed importanti da sostituire ogni 2/3 anni pena ingresso acqua nella crociera e/o sentina.

Basta?

No... sicuramente dimentico qualcosa...

Tali interventi vanno necessariamente svolti periodicamente pena danni maggiori o avarie in mezzo al mare (sempre quando è mosso) e sono molto costosi perché spesso implicano lo sbarco dei motori, se si vuol lavorare con un minimo di decenza o per mancanza di spazio.

Poi quando i motori sono a terra sicuramente si vede qualcosa altro che conviene sostituire per prevenzione e si arriva facilmente a cifre di 6/8000 euro per due motori.

Provare per credere!

 

Impianti ed Accessori

Viste le caratteristiche di base del mezzo nautico passiamo a quelle che ci permettono di godere del confort necessario e spesso sono essenziali.

Oltre lo scafo, che possiamo vedere, la coperta e gli interni che possiamo toccare, i motori che possiamo immaginare esiste un altro cruccio impensabile al momento dell’acquisto.

La “scossa”.

L’impianto elettrico su di una imbarcazione è fondamentale e di norma è diviso in due parti:impianto motore, impianto servizi.

Può sembrare di poco conto ma molte volte proprio a sua causa rimaniamo a piedi (no, con le pinne).

La maggior parte dei difetti avviene da connessioni fatte male e mantenute peggio.

Un motore che non riceve segnali “buoni” sicuramente non funziona e capire dove sia il problema tra le centinaia di connessioni diventa un azzeccagarbugli con molte ore lavorative del professionista chiamato se siamo a terra, viceversa restiamo a fare il bagno in alto mare...

I cavi elettrici sono in rame ed isolati da guaine di plastica ma quando facciamo un connessione (di giunzione o terminale che sia) portiamo a nudo il rame e se questo non è ben protetto dal contatto dell’aria ben presto tenderà a creare ossido. L’ossido non conduce corrente per cui la connessione inizierà, nella migliore delle ipotesi, a creare resistenza al passaggio della corrente con conseguente caduta di tensione che sarà maggiore secondo la quantità di corrente assorbita.

Dato che i mali non vengono mai soli, in barca si lavora con tensione a 12v e per sviluppare le potenze richieste si abbisogna di alte correnti quindi ogni piccola resistenza al passaggio di queste alte correnti si creano alte cadute di tensione e surriscaldamenti con conseguenti maggior consumi.

Se tralasciamo l’impianto motori, dove facilmente si sistemano i cavi per “la messa in moto”, e diamo per scontato che il resto sia a posto, il verricello deve essere controllato perché assorbe un mare di corrente e il suo uso (anche se non sembra) è indispensabile, la pompa di sentina sicuramente avrà connessioni ossidate e funzionerà secondo l’umore del giorno, il frigo resterà spesso acceso perché non riesce a produrre la potenza necessaria (se il gas è a posto) l’ecoscandaglio piuttosto che il GPS che non funziona e tutta la serie di luci lucine accessori ed orpelli vari potrebbero non funzionare a dovere.

Quanto sopra porta solo a noie che molte volte ci fanno arrabbiare in un momento che dovrebbe essere di gioia altre volte ci si rimane in panne altre ancora ci si arrende.

Sempre con lo spirito di fare una buona crociera sicuramente chiederemo al nostro professionista di turno di “sistemare” l’impianto elettrico in quei punti difettosi (con notevole spesa) e alla prossima crociera qualcosa di altro ci riporterà indietro nel tempo.

L’impianto idraulico è quello che dovrebbe dare meno noie, l’acqua dolce è talmente semplice che difficilmente deluderà, qualche problema può averlo il boiler ma è facilmente risolvibile con la sostituzione e qualche centinaio di euro. L’acqua salata può creare, principalmente problemi di sicurezza. Le prese a mare vanno sempre controllate senza indugiare o lesinare nella sostituzione. Una presa a mare rotta può provocare l’affondamento del mezzo. Anche se comporta alaggio e fermo barca con meno di 500 euro sistemiamo il tutto.

 

Sicurezza

Forse questo argomento è il più semplice da trattare.

Le dotazioni di legge si acquistano nuove e siamo quasi a posto, le prese a mare devono essere a posto i motori pure.

Parlo sempre di motori al plurale perché penso che se voglio affrontare una crociera con moglie e figli devo avere quasi la certezza di rientrare in porto in caso di necessità.

Non mi piace affidare la mia incolumità ad un solo pezzo di ferro, meglio due!

Inoltre riesco a manovrare decentemente anche in condizioni difficili.

Quando si parla di sicurezza, in ogni settore, si preferisce avere a disposizione sistemi ridondanti, oltre che perfettamente funzionanti. L’ideale sarebbe avere due barche con due motori, ecco perché nel matrimonio mai si parla di sicurezza...

 

Burocrazia

Oggi la legislazione ci permette di avere unità da diporto, immatricolate (imbarcazioni) e non immatricolate (natanti) con il limite di omologazione a 10mt, oltre questa lunghezza è d'obbligo l'immatricolazione.

Non vi sono differenze costruttive ma solo burocratiche tra imbarcazione e natante.

La differenza maggiore sta nei limiti di navigazione.

Inoltre dal 1998 è stata introdotta la certificazione CE che comporta un minimo di caratteristiche costruttive da rispettare sia per il natante che per l’imbarcazione.

Nella pratica non ci interessa come sono costruite i pre CE e i post CE (moltissime barche pre CE hanno caratteristiche dei post CE ed addirittura maggiori sistemi di sicurezza, ma non sono certificati).

Qualora pensiamo ad una imbarcazione (immatricolata) avremmo un documento, la licenza di navigazione che riporta i limiti e le caratteristiche del mezzo. Quindi siamo a posto.

In caso di natante, scelto per economicità e semplicità burocratica, dobbiamo sapere che se questo è post CE (dal 1998 in poi) avrà limiti descritti nella targhetta CE e nel manuale del proprietario (che deve seguire sempre la barca).

Inoltre con la certificazione di cui sopra non avremo piu limiti dalla costa ma limiti soggetti alle condizioni del mare.

Nel caso di natante ante CE (prima del 1998) la cosa si complica, qualsiasi siano le caratteristiche della barca è sempre limitata a navigare entro le sei miglia dalla costa e questo ci penalizza notevolmente.

Una deroga è permessa fino a 12 miglia dalla costa qualora ricorrano le seguenti condizioni:

1) La barca sia omologata all'origine oltre le sei miglia e vi sia a bordo il certificato di omologazione che certifichi l’omologazione del mezzo.

Di norma intorno a queste metrature molti natanti sono omologati per 12 miglia ma il certificato di omologazione è di difficilissima reperibilità dato che il costruttore, a suo tempo, non lo rilasciava con la vendita del mezzo.

2) La barca sia omologata all'origine oltre le sei miglia e vi sia a bordo l' "Estratto del RID" che certifichi i limiti di omologazione del mezzo. L' "Estratto del RID" si ha se il natante era precedentemente immatricolato e poi disimmatricolato in quanto la capitaneria ha rilasciato, per questa operazione, il certificato suddetto dove attesta i limiti dell’unità in sostituzione della "licenza di navigazione".

Dato che questo documento non fa parte delle dotazioni di legge è possibile che il vecchio proprietario lo abbia perso nel dimenticatoio personale, limitando di fatto la barca a sei miglia.

Esiste un'altra possibilità: far certificare il natante da un istituto riconosciuto, secondo le caratteristiche che proverà in mare, e portarsi dietro questo certificato.

Quest’ultima possibilità non la conosco perfettamente in quanto la legge parla di avere a bordo il certificato di omologazione oppure la licenza di navigazione (o estratto). Non enuncia altri tipi di certificato. In questo caso ho dei dubbi riguardo qualche zelante autorità.

 

Aggiornamento 2012

Con l'avvento del governo Monti s'introduce un tassa in capo alle sole imbarcazioni (unita immatricolate).

Inizialmente tale tassa proponeva la falsa riga della vecchia abolita tassa di stazionamento. E' stata approvata, dopo innumerevoli proteste del comparto nautico, una tassazione diversa, di proprieta.

Che fortuna!!!!

La tassazione attuale prevede che tutte le imbarcazioni (unita immatricolate) ne siano soggette, indipendentemente dalla bandiera, vale solo la proprietà. Quindi qualsiasi soggetto (fisico o giuridico) italiano che abbia in proprietà un imbarcazione è tenuto al pagamento di tale tassa. Mentre prima si pagava solo ed esclusivamente se la barca andava in acqua ora si paga a prescindere...Non voglio pensare all'umore di quei proprietari di vecchi scafi che stazionano a terra perchè bisognosi di riparazioni fondamentali per navigare oppure perchè troppo onerosi, per il proprietario, da usare.

In pratica si trovano a pagare una tassa per un bene non goduto, pagare un posteggio a terra ed il tutto con in mano un oggetto invendibile (quindi si paga una tassa per un topo morto in casa...)

Nulla cambia per i "Natanti" (inferiori a 10mt)

 

Aggiornamento 2014
Vi sono modifiche a quanto sopra riguardo le misure di omologazione FT ma al momento non ho notizie certe...

Nulla cambia per i "Natanti" (inferiori a 10mt)

 

per il momento non mi sovviene altro ma se hai domande non esitare a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

 

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